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Manca poco: incrociamo le dita

Manca poco: incrociamo le dita

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Scritto da Administrator   
Mercoledì 11 Ottobre 2006 16:14

Onorevole P. - La Serenata

 


Ultimo aggiornamento Martedì 27 Luglio 2010 23:22
 
Corruzione & Protezione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 11 Ottobre 2006 10:17

Corruzione & Protezione

 

 

22 febbraio 2010

Nelle 20 mila pagine dei verbali la fotografia del “sistema gelatinoso”: appalti truccati, auto di lusso e massaggiatrici

Quanto sia seria la situazione lo raccontano le facce scure e le dichiarazioni di chi lavora tra Palazzo Grazioli e Palazzo Chigi. "Sono turbato e preoccupato", dice il sottosegretario Gianni Letta. "Approveremo nuove norme contro la corruzione" gli fa eco un po’ bugiardo il premier, Silvio Berlusconi, dopo aver esaminato i focus group e i sondaggi riservati che ormai lo assimilano alla Casta. "Posso aver commesso errori e omissioni", si giustifica il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. "È vero il sistema di potere esiste, ma non è illegale" assicura il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, atterrito dalle intercettazioni che hanno svelato la sua vera passione: non la politica, ma gli affari.

A dieci giorni esatti dagli arresti per corruzione di tre importanti funzionari pubblici, Angelo Balducci, Fabio De Santis, e Mauro Della Giovampaola, e dell’imprenditore romano Diego Anemone, la politica italiana entra in una fase nuova, diversa, mai vista prima. In attesa che la magistratura faccia di nuovo scattare le manette ai polsi di qualche protagonista del "sistema gelatinoso" attraverso cui vengono assegnati gli appalti nella Penisola, diventa chiaro perché nel nostro paese le opere pubbliche costino molto più che all’estero e perché spesso non vengano mai terminate.

Per rendersene conto basta leggere le 20.000 pagine, piene zeppe di omissis, dei rapporti del Ros dei carabinieri alla base delle 4 ordinanze di custodia cautelare e dei 40 avvisi di garanzia emessi mercoledì 10 febbraio. Il Fatto Quotidiano, dopo averle esaminate tutte, ha deciso di fornire ai suoi lettori un’ampia sintesi.

Già ora, in attesa che i giudici stabiliscano chi è colpevole e chi è innocente, è così possibile trarre dalle carte qualche conclusione. Anzi, sette punti fermi.
1) Nel corso degli anni, e sotto diversi governi, si è deciso di derogare per legge alla normativa europea sugli appalti. Ufficialmente la scelta è stata presa per permettere di concludere celermente una serie di opere pubbliche. In realtà la discrezionalità con cui vengono assegnati i lavori si è rivelata criminogena.
2) Alla Protezione civile di Bertolaso sono stati affidati compiti che non hanno nulla a che vedere con la salvaguardia delle popolazioni e del territorio: per esempio il G8 alla Maddalena, i Mondiali di Nuoto, la Celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia (tutti eventi ora sotto i riflettori degli investigatori).
3) Intorno a Bertolaso (oggi indagato) si è coagulato un gruppo di gran commis dello Stato che andava a braccetto con le imprese a cui erano stati affidati gli appalti. Esemplare è il caso di Balducci, fino a pochi giorni fa presidente del Consiglio superiore delle opere pubbliche. La famiglia Balducci era socia della famiglia Anemone, proprietaria di un’azienda di soli 26 dipendenti, a cui sono stati affidati più di 100 milioni di euro di lavori per il G8 e i mondiali di nuoto. Insomma il controllore faceva affari con il controllato.
4) In una situazione per certi versi analoga si trovano molti parlamentari. Verdini era legato a doppio filo alla Baldassini Tognozzi Pontello di Riccardo Fusi. Il suo collega di partito Rocco Girlanda si muoveva invece in favore del gruppo Barbetti. Ma l’elenco è lungo. E comprende aziende vengono considerate "di riferimento" per importanti esponenti del centro-sinistra. Nelle carte spuntano, a questo proposito, i nomi di Francesco Rutelli e Walter Veltroni, che però smentiscono e annunciano querele.
5) Il sistema delle "aziende di riferimento" rende spesso (ma non sempre) inutile le mazzetta. Il rapporto del Ros elenca piuttosto una serie di favori. Che possono andare da quelli sessuali (escort), fino alle raccomandazioni per concorsi o esami. In pratica il funzionario dello Stato, che ha bisogno della politica per far carriera, ha tutto l’interesse a favorire l’impresa segnalata dal politico di turno.
6) Questo metodo di spartizione degli appalti è esteso anche a lavori che non riguardano la Protezione Civile. Nella documentazione si parla spesso di gare che riguardano l’Anas. E di riunioni, tra imprenditori, politici e funzionari, in cui vengono discussi business rimasti per ora misteriosi.
7) Anche la ricostruzione del post terremoto abruzzese, fiore all’occhiello di Bertolaso e del governo, è in qualche modo entrata nella partita.

La Baldassini, per esempio, costituisce un consorzio, che lavorerà all’Aquila, dopo un incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario Letta. E Gianni, come dice Verdini per telefono, "ha portato tutto a Guido".

Se questo è il quadro, ecco che diventa chiaro come sia del tutto inutile cercare la “pistola fumante”, cioè la prova incontrovertibile di eventuali passaggi di denaro. Perché i soldi ci sono. E sono i 1000 euro in più di tasse che ogni cittadino è costretto a versare per far fronte a spese inutili o gonfiate. Il malaffare, dicono le statistiche, costa al Paese 60 miliardi all’anno. E a fumare in Italia ormai non sono le pistole, ma qualcos’altro.



Da il Fatto Quotidiano del 20 febbraio

LEGGI ANCHE:

Grandi opere grandi speculazioni: "L’assalto alla diligenza della Protezione Civile non ha guardato troppo per il sottile. Manifestazioni e avversari prevedibili come le Olimpiadi invernali, il Giubileo, il G8 del 2009, i Giochi del Mediterraneo a Pescara, addirittura la commemorazione di San Giuseppe di Copertino, le regate della Vuitton cup sono state tramutate per decreto in emergenze nazionali. In tal modo si aggiravano le norme e i controlli ordinari. Al di là delle ruberie, resta inevasa una domanda chiave dello scandalo: cosa resterà ai cittadini di questa gigantesca spesa? Siamo andati a verificare, evento per evento, lo stato dell’arte...(continua)" di Monica Raucci

Un Paese al contrario: "Un paese nel quale nessuno fa più il suo mestiere. Un mondo di politici che non si occupano più della polis, di imprenditori non fanno più impresa e di giudici che non controllano ma aspirano solo a favori e incarichi.
E’ questa l’immagine dell’Italia che emerge dall’inchiesta del Ros dei carabinieri. E non stiamo parlando di mele marce ma di una pianta ben radicata nella coscienza nazionale. I protagonisti sono Denis Verdini, coordinatore del primo partito italiano; Btp, la settima impresa italiana di costruzioni; Achille Toro, numero due della Procura di Roma; Guido Bertolaso, secondo un sondaggio di Sky del 2009, più popolare del Papa. Non è la degenerazione del sistema berlusconiano, ma la migliore espressione del suo funzionamento. A volte le coincidenze sono presagi...(continua)" di Marco Lillo

SCARICA IL DOSSIER(8 pagine pdf 5,83mb) da Il Fatto Quotidiano del 20 febbraio 2010

tags: berlusconi bertolaso letta de santis verdini della giovampaola balucci

Ultimo aggiornamento Sabato 31 Luglio 2010 12:03
 
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Mercoledì 11 Ottobre 2006 06:19

Berlusconi,attacco frontale a Rai Tre: il nuovo editto

 

 


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Sabato 31 Luglio 2010 13:33
 
La nuova P2 e il Pd PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 11 Ottobre 2006 04:11

La nuova P2 e il Pd

Ma se vi avessero detto qualche anno fa che un giorno avreste letto siffatta notizia? “Arrrestato il faccendiere piduista Flavio Carboni. Voleva condizionare i giudici della Consulta assieme al noto pluricondannato per fatti di mafia (in primo e secondo grado) Marcello Dell’Utri. I due avevano anche tentato di candidare alla presidenza della Regione Campania Nicola Cosentino, scampato a un mandato di cattura perchè onorevole, indicato dai pentiti della camorra come cosa loro…”.

Bene, adesso l’avete letta. Carboni da giovedì è in galera. Dell’Utri e Cosentino no. Quando la realtà supera l’immaginazione e la decenza, forse è il caso di rimboccarsi le maniche. Dimenticavo: come commenta il maggior partito d’opposizione questa notizia? “Il governo riferisca in Parlamento!”. No, Bersani. Quando nel governo s’intrecciano interessi mafiosi, piduisti e camorristi, il governo deve riferire solo davanti a un tribunale.

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Luglio 2010 23:25
 
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Mercoledì 11 Ottobre 2006 02:10

Intercettazioni, manifestazione a Roma: contestata la D'Addario

 


Ultimo aggiornamento Martedì 27 Luglio 2010 23:22
 
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