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Arriva la Lega sud PDF Stampa E-mail
Martedì 31 Agosto 2010 12:53
Politica

Arriva la Lega sud

di Marco Damilano

Bossi spinge Berlusconi verso le elezioni. Per diventare il padrone assoluto del Nord e sbarcare nel meridione. Con una carta a sorpresa: il ministro Roberto Maroni

(30 agosto 2010)
Umberto Bossi Umberto BossiUno sbarco dei Mille al contrario, un 1860 alla rovescia, organizzato con perfetto senso della storia un secolo e mezzo dopo. Con le camicie verdi al posto di quelle rosse, Roberto Maroni al posto di Nino Bixio, il Senatur invece del Generale.

Giuseppe Garibaldi ha unito l'Italia, Umberto Bossi la disferà con una seconda spedizione dal Nord al Sud, questa volta elettorale: candidare la Lega su tutto il territorio nazionale con il verbo del federalismo, ognun per sè. In Calabria sono già pronti: ad aprile il senatore leghista Enrico Montani, piemontese di Verbania, è stato inviato tra la gente in Aspromonte, novello cacciatore delle Alpi, per aprire ufficialmente il tesseramento della Lega Calabria Federalista, avamposto del Carroccio in terra jonica. Forte degli 8500 voti, l'uno per cento, raccolto alle elezioni europee del 2009. Una miseria, per ora, rispetto ai granai di consensi delle regioni native, il Lombardo- Veneto: ma l'ascesa del partito dalla Val Brembana ai palazzi romani insegna che se si semina bene il tempo della mietitura verrà. E per Bossi i prossimi mesi sono quelli della raccolta decisiva. Lega Pigliatutto.

E Umberto di nuovo guerriero. «Il Capo è tornato a ruggire», esulta un deputato che lo ha seguito tra le feste di partito, le serate di miss Padania e le esternazioni fino alle ore piccole dove il fondatore del Carroccio si è rimesso a dettare l'agenda della politica nazionale, con il consueto aplomb padano.

Gianfranco Fini? «Vuole i matrimoni tra omosessuali, dà di matto». Denis Verdini? «Un democristiano di merda». Con Pier Ferdinando Casini, potenziale alleato di ritorno del Cavaliere, Bossi è stato più sintetico: «Uno stronzo ». Meno male, la forma non è andata perduta. In vista di elezioni da fare il prima possibile, al massimo all'inizio del 2011, anche a costo di scompaginare i piani di Silvio Berlusconi, che il voto anticipato per castigare i ribelli finiani lo minaccia ma con qualche preoccupazione, visti i sondaggi per il Senato. Numeri che danno a rischio la maggioranza del Cavaliere a palazzo Madama se dovesse correre un Terzo polo. E che, al contrario, fanno ingolosire la Lega, data intorno al 13 per cento nazionale, con punte del 15 in Emilia Romagna e per la prima volta rilevata nel centrosud, in Calabria, in Abruzzo, in Sardegna. Percentuali che in caso di flop berlusconiano nella tombola dei premi regionali per il Senato consegnerebbero al Carroccio la golden share per fare qualsiasi maggioranza. Oltre a un possibile sorpasso sul Pdl nelle regioni del Nord.

Ad Alzano Lombardo, minuscolo centro bergamasco, è già successo: alle regionali lombarde di primavera la Lega ha toccato il 35 per cento, il Pdl si è bloccato al 23. Qui, alla Berghem Fest, nell'ultima settimana sono sfilati ben quattro ministri: oltre a Bossi, Calderoli e Maroni. Più Giulio Tremonti, festeggiato in Cadore dallo stato maggiore leghista per il suo compleanno. La foto di gruppo del governo ideale da fare dopo le elezioni: un monocolore padano con il Gran Valtellinese al centro. Un incubo per Berlusconi che non dimentica l'avvertimento di un amico democristiano: «Attento, Silvio, i leghisti ti sono vicini, certo. Ma a distanza di pugnale». Oggi Alzano, domani l'intero Nord, l'Italia, i leghisti ci credono. Al punto di mettere da parte, rapidamente, i dissensi e le rivalità personali emersi all'inizio dell'estate, nei giorni del caso Brancher (l'ambasciatore di Berlusconi presso la Lega nominato ministro, costretto a dimettersi e poi condannato a due anni per ricettazione e appropriazione indebita). La tensione tra le due anime del movimento era salita al livello di guardia. Da un lato, il grosso degli amministratori locali e dei gruppi parlamentari, l'apparato riunito attorno a Calderoli e a Giancarlo Giorgetti, il silenzioso e potente presidente della commissione Bilancio della Camera, uno dei pochi ammessi a contraddire Bossi. Dall'altro, la Sacra Famiglia che fa da cordone sanitario al Senatur, composta dalla vice-presidente del Senato Rosy Mauro, dai capogruppo Federico Bricolo (fedelissimo del governatore veneto Luca Zaia) e Marco Reguzzoni e da Manuela Marrone, tra i cinque fondatori della Lega con il primo statuto del 1986 e soprattutto moglie del ministro: la custode della purezza padana.
 
Elezioni sì, ma democratiche PDF Stampa E-mail
Giovedì 05 Agosto 2010 19:10

Elezioni sì, ma democratiche
L’appello che Flores d’Arcais ha rivolto a Vendola e Di Pietro dalle colonne de il Fatto non può che essere condiviso dalle forze democratiche responsabili. Una condivisione che deve tradursi in pratica senza titubanze e che deve vedere protagonisti non solo i due leader di IdV e SeL, ma l’intero arco politico del centrosinistra e l’intero universo dei movimenti. Le elezioni anticipate sarebbero la strada auspicabile di fronte ad un esecutivo agonizzante a causa della questione morale-giudiziaria, ma anche sconquassato da una faida interna per la leadership e (almeno ufficialmente) per la diversità di valori rivendicata dagli epurati di Fini.

Eppure proprio il ricorso alle urne, in via teorica il più giusto, rischia di trasformarsi in un appuntamento svuotato di democraticità. La strada della parola riconsegnata ai cittadini è la migliore se non vivessimo i mala tempora che pure currunt. L’attuale legge elettorale e la depotenziata e mai attuata legge sul conflitto di interessi finirebbero, infatti, per garantire al sire di Arcore, in occasione delle elezioni, una nuova volata verso Palazzo Chigi. Per questo più intelligente e opportuno è impegnarsi a realizzare un governo a tempo, di fedeltà costituzionale, che attui la riforma della legge elettorale per restituire il diritto di scegliere i propri rappresentanti parlamentari ai cittadini, attualmente espropriati di questo stesso diritto conferito alle segreterie dei partiti da una norma liberticida. Così come altrettanto urgente è garantire un sistema di informazione realmente pluralista, anche e soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, che vedranno i media ancora una volta esposti al tentativo di ‘occupazione’ del premier.

Senza soddisfare queste due condizioni, come ricorda giustamente d’Arcais, rischiamo di condurre il Paese nel pantano di elezioni immediate ma non pienamente democratiche, che danneggerebbero la societa’ e la tenuta democratica, col solo effetto di arrecare vantaggio a Berlusconi e alla sua coalizione piduista-razzista. L’IdV e Sel, le forze del centrosinistra tutte, insieme ai movimenti e alla società civile, devono quindi impegnarsi in questa battaglia, difficile da vincere ma che proprio per questo va combattuta per trovare un’alternativa al berlusconismo. I numeri ci sono avversi in Parlamento, la convinzione è forse non troppo radicata tra le tante anime che ci sono alleate, ma abbiamo il dovere di tentare comunque.

In questa battaglia il contributo del Pd sara’ prezioso e accettato con soddisfazione, a patto che il Pd rinunci alle tentazioni inciucistiche da Prima Repubblica che lo attraversano e che sono presenti, soprattutto, in quella parte di dirigenza piuttosto consistente che si ostina ad una paludata rincorsa verso terzi poli o governi di transizione. Governi, per altro, dalla guida improbabile, perché gia’ logorata nel momento in cui si pensa di affidarla a personaggi che hanno contribuito all’attuale esecutivo, strozzato da una questione morale divenuta giudiziaria, macchiato da una politica economica classista, determinato da una legislazione volta a garantire provvedimenti ad personas piuttosto che l’interesse del Paese, il quale è stato saccheggiato dei beni comuni e privato di welfare e diritti (acqua, istruzione, lavoro, assistenza sanitaria etc). Se poi si riuscisse a fare carta straccia di tutto questo, con un governo di fedeltà costituzionale che azzeri le vergogne berlusconiane, allora sarebbe un’ulteriore vittoria.

Nuova legge elettorale (senza trucchi però da parte di alleati e amici che decidono di imbarcarsi nell’impresa, quindi una legge che sia democratica e pluralista) e norme a garanzia del pluralismo mediatico sono comunque le priorità da conquistare per lo svolgimento di elezioni veramente democratiche e sono l’obiettivo che un esecutivo a tempo è chiamato a centrare oggi, nel solco del rispetto e della difesa della Costituzione.

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Agosto 2010 03:25
 
Intercettazioni rimandate a settembre PDF Stampa E-mail
Giovedì 29 Luglio 2010 23:42

Intercettazioni rimandate a settembre

Autore  Massimo Donadi

Nel pomeriggio arriverà la comunicazione ufficiale ma vi anticipo già da ora la grande novità dell’estate e ve lo annuncio con un gran senso di soddisfazione e di orgoglio: il ddl intercettazioni sarà rinviato a settembre. Ci possiamo concedere il lusso di cantare vittoria, anche se, come diceva qualcuno, abbiamo vinto la prima battaglia e non la guerra ma è già uno straordinario segnale. E’ la dimostrazione che quando di fronte a noi c’è una grande battaglia di democrazia ci dobbiamo credere fino in fondo, perché le buone ragioni dell’opposizione, anche se minoritarie, sono sempre vincenti. E’ la prova che, quando l’opposizione, la società civile, i sindacati, le associazioni uniti in piazza ai semplici cittadini, fanno fronte comune e gridano forte, ad una voce sola, il rifiuto ad ogni forma di autoritarismo mascherato, ad ogni prevaricazione subdola e strisciante, ad ogni atto di arroganza becero del potente di turno per coprire le sue malefatte e la sua spregiudicatezza politica e morale, si deve combattere. E’ la prova che quando in gioco c’è la difesa delle più elementari libertà dell’uomo che sono sacre e inviolabili, si può vincere. Non è finita qui. Per ora, abbiamo portato a casa un risultato straordinario che ci rende orgogliosi e soddisfatti. Abbiamo vinto la prima grande battaglia di democrazia, costringendo il governo ad una clamorosa sconfitta. Siamo ad un passo dalla Caporetto del Governo, alla Waterloo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sconfitto e umiliato, che subisce l’onta di dover rinviare il provvedimento sulle intercettazioni, che voleva tanto e subito, costretto ad ingoiare un rospo gigante, circostanza per lui inusuale. Con il ddl intercettazioni, che rimane quello che è, ovvero una colossale, gigantesca, enorme porcata – ricordo qui solo per inciso la vergognosa abolizione della norma Falcone e quella antiweb che fanno inorridire – ci rivediamo a settembre, augurandomi con tutto il cuore che il rinvio di oggi sia il primo passo verso l’archiviazione definitiva di questo ennesima legge scellerata del Governo.

fonte: www.massimodonadi.it

Ultimo aggiornamento Sabato 31 Luglio 2010 11:46
 
Editoriale Minzolini: "il divorzio tra Fini e Berlusconi farà chiarezza"29Luglio2010 E-mail
Venerdì 30 Luglio 2010 00:17

 

Editoriale Minzolini: "il divorzio tra Fini e Berlusconi farà chiarezza" 29Luglio2010

Ultimo aggiornamento Sabato 31 Luglio 2010 11:53
 
Le trasmissioni che formano l'oppinione PDF Stampa E-mail
(1 voto, media 5.00 di 5)
Giovedì 29 Luglio 2010 20:15

Le trasmissioni che formano l'oppinione non sono Annozero, Ballarò, Report, Porta a Porta , Matrix, o l'Infedele.

Queste sono trasmissioni per gente già informata, attenta, come nel caso di Annozero, Ballarò, Report, l'Infedele.

Nel caso di Porta a porta o Matrix è gente schierata, nessun fatto, nessuna denuncia potrà mai fargli cambiare idea.
Le vere trasmissioni che fanno l' oppinione sono quelle generaliste, Mattino cinque, Forun, quelle della Rai al mattino e, sopratutto, del pomeriggio.
Non so come si chiamano, ma alludo ai vari Sposini, Setta, la tipa che ha preso le distanze dal mago che ha fatto la battuta su Silvio.
Ecco, mi è venuta in mente, la Bianchedi. Non ho memoria per i nomi, mi dovete scusare.
Sono questi qui che fanno l'oppinione pubblica dei teledipendenti, La D'Urso, il marito di Costanzo, quelli che ogni 10 minuti ringraziano il governo per quello che fa per le donne, le pari opportunità.
Per vincere le elezioni bastano, ed avanzano due milioni di voti, questo tipo di televisione ne fa circa 8 milioni di teledipendenti, se togliamo chi è impedito a muoversi, chi non ha voglia di usciore per votare, chi non ci pensa nemmeno, insomma togliamone anche la metà il resto basta per vincere a mano bassa.
E lui lo sa.
Infatti la Rai non si distingue più da Mediaset, se non fosse per il numerino ti sembrerebbe sempre di essere a Cologno Monzese, parlando di cronaca, di cose banali, insinui nei cervelli l'oppio televisivo, dopo pochi giorni tutti parlano e ragionano come Floriana, come la Barbara.
Guardate come gioca a fare la stupita la Barbara D'Urso, stupita come una bambina, se non fosse la Vespucci, e come si commuove di fronte a stronzate colossali che succedono nella casa o tra la Belen e Corona.
Si emoziona talmente bene che ci crede anche lei.
Insomma il lavaggio dei cervelli avviene attraverso queste trasmissioni, Grazie a Rosi, Olindo, Cogne,  qualche cagnolino, qualche diva sul viale del tramonto ed un pò di Novi Ligure ed il gioco è fatto.
Se poi facciamo vincere il grande fratello ad un Rom, tirandogli la volata come hanno fatto Alessia e la Barbara diamo pure l'impressione di avere un cuore e di non essere razzisti.
Come ciliegina ci mettiamo la mitica frase dell'Iva Zanicchi quando è sceso in campo il piduista caudillo: Io lo conosco ed è una brava persona, si dà da fare. Votiamolo e, se non va bene, tra cinque anni lo mandiamo a casa.
Forse alludeva ad un'altra persona, ci ha messo 16 anni e poi ha mandato fuori dalle palle Fini.
La Zanicchi è una che capisce tutto, e fa opinione, sa sempre il prezzo giusto.
Oggi sono in vena di volontariato e voglio spiegare quello che nel titolo sembra un errore.
Lo faccio per i leghisti, non vorrei che gli venisse il mal di testa.
L'oppinione non è un errore, è una cosa che mi è venuta in mente pensando alla religione come oppio dei popoli, l'oppinione è quella che certa televisione forma in determinate teste predisposte.
L'oppinione da oppio.
Spero che adesso il concetto sia più chiaro.

Ultimo aggiornamento Sabato 31 Luglio 2010 11:48
 
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