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Elezioni sì, ma democratiche PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 05 Agosto 2010 19:10

Elezioni sì, ma democratiche
L’appello che Flores d’Arcais ha rivolto a Vendola e Di Pietro dalle colonne de il Fatto non può che essere condiviso dalle forze democratiche responsabili. Una condivisione che deve tradursi in pratica senza titubanze e che deve vedere protagonisti non solo i due leader di IdV e SeL, ma l’intero arco politico del centrosinistra e l’intero universo dei movimenti. Le elezioni anticipate sarebbero la strada auspicabile di fronte ad un esecutivo agonizzante a causa della questione morale-giudiziaria, ma anche sconquassato da una faida interna per la leadership e (almeno ufficialmente) per la diversità di valori rivendicata dagli epurati di Fini.

Eppure proprio il ricorso alle urne, in via teorica il più giusto, rischia di trasformarsi in un appuntamento svuotato di democraticità. La strada della parola riconsegnata ai cittadini è la migliore se non vivessimo i mala tempora che pure currunt. L’attuale legge elettorale e la depotenziata e mai attuata legge sul conflitto di interessi finirebbero, infatti, per garantire al sire di Arcore, in occasione delle elezioni, una nuova volata verso Palazzo Chigi. Per questo più intelligente e opportuno è impegnarsi a realizzare un governo a tempo, di fedeltà costituzionale, che attui la riforma della legge elettorale per restituire il diritto di scegliere i propri rappresentanti parlamentari ai cittadini, attualmente espropriati di questo stesso diritto conferito alle segreterie dei partiti da una norma liberticida. Così come altrettanto urgente è garantire un sistema di informazione realmente pluralista, anche e soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, che vedranno i media ancora una volta esposti al tentativo di ‘occupazione’ del premier.

Senza soddisfare queste due condizioni, come ricorda giustamente d’Arcais, rischiamo di condurre il Paese nel pantano di elezioni immediate ma non pienamente democratiche, che danneggerebbero la societa’ e la tenuta democratica, col solo effetto di arrecare vantaggio a Berlusconi e alla sua coalizione piduista-razzista. L’IdV e Sel, le forze del centrosinistra tutte, insieme ai movimenti e alla società civile, devono quindi impegnarsi in questa battaglia, difficile da vincere ma che proprio per questo va combattuta per trovare un’alternativa al berlusconismo. I numeri ci sono avversi in Parlamento, la convinzione è forse non troppo radicata tra le tante anime che ci sono alleate, ma abbiamo il dovere di tentare comunque.

In questa battaglia il contributo del Pd sara’ prezioso e accettato con soddisfazione, a patto che il Pd rinunci alle tentazioni inciucistiche da Prima Repubblica che lo attraversano e che sono presenti, soprattutto, in quella parte di dirigenza piuttosto consistente che si ostina ad una paludata rincorsa verso terzi poli o governi di transizione. Governi, per altro, dalla guida improbabile, perché gia’ logorata nel momento in cui si pensa di affidarla a personaggi che hanno contribuito all’attuale esecutivo, strozzato da una questione morale divenuta giudiziaria, macchiato da una politica economica classista, determinato da una legislazione volta a garantire provvedimenti ad personas piuttosto che l’interesse del Paese, il quale è stato saccheggiato dei beni comuni e privato di welfare e diritti (acqua, istruzione, lavoro, assistenza sanitaria etc). Se poi si riuscisse a fare carta straccia di tutto questo, con un governo di fedeltà costituzionale che azzeri le vergogne berlusconiane, allora sarebbe un’ulteriore vittoria.

Nuova legge elettorale (senza trucchi però da parte di alleati e amici che decidono di imbarcarsi nell’impresa, quindi una legge che sia democratica e pluralista) e norme a garanzia del pluralismo mediatico sono comunque le priorità da conquistare per lo svolgimento di elezioni veramente democratiche e sono l’obiettivo che un esecutivo a tempo è chiamato a centrare oggi, nel solco del rispetto e della difesa della Costituzione.

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Agosto 2010 03:25
 
Editoriale Minzolini: "il divorzio tra Fini e Berlusconi farà chiarezza"29Luglio2010 E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 30 Luglio 2010 00:17

 

Editoriale Minzolini: "il divorzio tra Fini e Berlusconi farà chiarezza" 29Luglio2010

Ultimo aggiornamento Sabato 31 Luglio 2010 11:53
 
Le trasmissioni che formano l'oppinione PDF Stampa E-mail
(1 voto, media 5.00 di 5)
Scritto da Administrator   
Giovedì 29 Luglio 2010 20:15

Le trasmissioni che formano l'oppinione non sono Annozero, Ballarò, Report, Porta a Porta , Matrix, o l'Infedele.

Queste sono trasmissioni per gente già informata, attenta, come nel caso di Annozero, Ballarò, Report, l'Infedele.

Nel caso di Porta a porta o Matrix è gente schierata, nessun fatto, nessuna denuncia potrà mai fargli cambiare idea.
Le vere trasmissioni che fanno l' oppinione sono quelle generaliste, Mattino cinque, Forun, quelle della Rai al mattino e, sopratutto, del pomeriggio.
Non so come si chiamano, ma alludo ai vari Sposini, Setta, la tipa che ha preso le distanze dal mago che ha fatto la battuta su Silvio.
Ecco, mi è venuta in mente, la Bianchedi. Non ho memoria per i nomi, mi dovete scusare.
Sono questi qui che fanno l'oppinione pubblica dei teledipendenti, La D'Urso, il marito di Costanzo, quelli che ogni 10 minuti ringraziano il governo per quello che fa per le donne, le pari opportunità.
Per vincere le elezioni bastano, ed avanzano due milioni di voti, questo tipo di televisione ne fa circa 8 milioni di teledipendenti, se togliamo chi è impedito a muoversi, chi non ha voglia di usciore per votare, chi non ci pensa nemmeno, insomma togliamone anche la metà il resto basta per vincere a mano bassa.
E lui lo sa.
Infatti la Rai non si distingue più da Mediaset, se non fosse per il numerino ti sembrerebbe sempre di essere a Cologno Monzese, parlando di cronaca, di cose banali, insinui nei cervelli l'oppio televisivo, dopo pochi giorni tutti parlano e ragionano come Floriana, come la Barbara.
Guardate come gioca a fare la stupita la Barbara D'Urso, stupita come una bambina, se non fosse la Vespucci, e come si commuove di fronte a stronzate colossali che succedono nella casa o tra la Belen e Corona.
Si emoziona talmente bene che ci crede anche lei.
Insomma il lavaggio dei cervelli avviene attraverso queste trasmissioni, Grazie a Rosi, Olindo, Cogne,  qualche cagnolino, qualche diva sul viale del tramonto ed un pò di Novi Ligure ed il gioco è fatto.
Se poi facciamo vincere il grande fratello ad un Rom, tirandogli la volata come hanno fatto Alessia e la Barbara diamo pure l'impressione di avere un cuore e di non essere razzisti.
Come ciliegina ci mettiamo la mitica frase dell'Iva Zanicchi quando è sceso in campo il piduista caudillo: Io lo conosco ed è una brava persona, si dà da fare. Votiamolo e, se non va bene, tra cinque anni lo mandiamo a casa.
Forse alludeva ad un'altra persona, ci ha messo 16 anni e poi ha mandato fuori dalle palle Fini.
La Zanicchi è una che capisce tutto, e fa opinione, sa sempre il prezzo giusto.
Oggi sono in vena di volontariato e voglio spiegare quello che nel titolo sembra un errore.
Lo faccio per i leghisti, non vorrei che gli venisse il mal di testa.
L'oppinione non è un errore, è una cosa che mi è venuta in mente pensando alla religione come oppio dei popoli, l'oppinione è quella che certa televisione forma in determinate teste predisposte.
L'oppinione da oppio.
Spero che adesso il concetto sia più chiaro.

Ultimo aggiornamento Sabato 31 Luglio 2010 11:48
 
Intercettazioni rimandate a settembre PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 29 Luglio 2010 23:42

Intercettazioni rimandate a settembre

Autore  Massimo Donadi

Nel pomeriggio arriverà la comunicazione ufficiale ma vi anticipo già da ora la grande novità dell’estate e ve lo annuncio con un gran senso di soddisfazione e di orgoglio: il ddl intercettazioni sarà rinviato a settembre. Ci possiamo concedere il lusso di cantare vittoria, anche se, come diceva qualcuno, abbiamo vinto la prima battaglia e non la guerra ma è già uno straordinario segnale. E’ la dimostrazione che quando di fronte a noi c’è una grande battaglia di democrazia ci dobbiamo credere fino in fondo, perché le buone ragioni dell’opposizione, anche se minoritarie, sono sempre vincenti. E’ la prova che, quando l’opposizione, la società civile, i sindacati, le associazioni uniti in piazza ai semplici cittadini, fanno fronte comune e gridano forte, ad una voce sola, il rifiuto ad ogni forma di autoritarismo mascherato, ad ogni prevaricazione subdola e strisciante, ad ogni atto di arroganza becero del potente di turno per coprire le sue malefatte e la sua spregiudicatezza politica e morale, si deve combattere. E’ la prova che quando in gioco c’è la difesa delle più elementari libertà dell’uomo che sono sacre e inviolabili, si può vincere. Non è finita qui. Per ora, abbiamo portato a casa un risultato straordinario che ci rende orgogliosi e soddisfatti. Abbiamo vinto la prima grande battaglia di democrazia, costringendo il governo ad una clamorosa sconfitta. Siamo ad un passo dalla Caporetto del Governo, alla Waterloo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sconfitto e umiliato, che subisce l’onta di dover rinviare il provvedimento sulle intercettazioni, che voleva tanto e subito, costretto ad ingoiare un rospo gigante, circostanza per lui inusuale. Con il ddl intercettazioni, che rimane quello che è, ovvero una colossale, gigantesca, enorme porcata – ricordo qui solo per inciso la vergognosa abolizione della norma Falcone e quella antiweb che fanno inorridire – ci rivediamo a settembre, augurandomi con tutto il cuore che il rinvio di oggi sia il primo passo verso l’archiviazione definitiva di questo ennesima legge scellerata del Governo.

fonte: www.massimodonadi.it

Ultimo aggiornamento Sabato 31 Luglio 2010 11:46
 
Cambi di direttori in Rai. In silenzio. Senza motivarli PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 29 Luglio 2010 16:45

Cambi di direttori in Rai. In silenzio. Senza motivarli
Mercoledì 28 Luglio 2010 10:05

Oggi potrebbe essere un giorno triste. Per la Rai e per tutti coloro che hanno a cuore la libera informazione fatta da professionisti autorevoli che dimostrano trasparenza, imparzialità,serietà, rigore. Un giornalista che ha dimostrato di avere tutte queste doti, come abbiamo ricordato qualche settimana fa, e che anche garantito successo in termini di audience, operando tra l’altro in un ambiente avaro di investimenti e risorse, potrebbe essere sostituito. Non si sa quale possa essere la motivazione ufficiale di una simile scelta ma Corradino Mineo, fino ad oggi direttore di Rai News 24, rischia comunque di dire addio alla guida del canale all news della azienda televisiva di Stato.
“Il direttore generale Rai – ha denunciato ieri il consiglio di redazione di Rainews 24 con una nota - ha completamente disatteso l'impegno preso davanti alla commissione di Vigilanza Rai, nel corso dell'ultima audizione, per la valorizzazione e il rilancio di Rainews: come redazione assicuriamo che non abbiamo visto neanche il minimo segnale dei mezzi e delle risorse indispensabili al nostro lavoro. Prosegue incessante invece il lavorio sul balletto di nomine, per di più con l'aggravante di ipotizzare una nomina dall'esterno mentre all'interno si chiede di stringere la cinghia per problemi di bilancio. Non è più accettabile che chi guida l'azienda impantani la Rai in estenuanti discussioni su “poltrone e strapuntini” invece di ascoltare le richieste delle redazioni per il rilancio delle testate e dell'azienda”.
Il direttore generale della Rai Mauro Masi, almeno, renda la decisione giustificata. Al momento è ingiustificabile. Perché non si capisce la logica. Ma provi almeno a spiegare. In assenza di un gesto simile non ci resterebbe che pensare ad una rimozione forzata mossa da logiche politiche. Non ci sorprenderebbe visto lo spettacolo che da qualche tempo ci sta offrendo il Tg1, ma sicuramente la presa di Rai News 24 da parte degli “amici” non ci renderebbe affatto felici.

Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Agosto 2010 11:44
 
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